Il NASDAQ si prepara ad accogliere Facebook

Gianmarco Guidi
15 mag 2012

E’ giunto il momento, Facebook sta per annunciare la propria offerta pubblica agli investitori, il social network da oltre 900 milioni di iscritti farà il suo ingresso in borsa alla fine di questa settimana, venerdì potremmo già vedere il titolo “FB” tra la lista delle compagnie del NASDAQ, la borsa tecnologica di New York.

L’IPO (initial public offering) sarà composta da 337 Milioni di azioni rese disponibili per l’acquisto dalla compagnia, delle quali 30,2 milioni offerte personalmente da Mark Zuckerberg. Ogni azione avrà un valore compreso tra $ 34 e $ 38, rendendo Facebook la compagnia tecnologica con la maggior valutazione di mercato della storia.

E’ giunto il momento quindi anche per Zuckerberg e compagni di trasformare in denaro reale quello che fino ad oggi era solo una valutazione virtuale. Insieme a Zuckerberg diventeranno milionari altri colleghi e compagni di avventura, tra i quali Sean Parker (fondatore di Napster) che possiede il 7% della compagnia e Eduardo Saverin, compagno di università di Zuck ad Harvard che ha contribuito finanziariamente alla realizzazione del social network che, nonostante essere stato estromesso dalla compagnia, detiene ancora il 4% della società.

Quest’ultimo in previsione del trionfale ingresso in borsa della compagnia che si tradurrà in milioni di dollari di guadagno ha recentemente deciso di rinunciare alla cittadinanza americana in favore di quella di Singapore, paese dove già vive con la fidanzata.
Principale motivazione di questa scelta sembra essere la questione tasse, ad Eduardo converrebbe essere residente a Singapore in previsione di diventare a breve multi milionario.

Come dicevamo si è scelto di frammentare il valore della compagnia in molte azioni, mantenendo in questo modo il prezzo di ogni singola azione piuttosto basso, questo si traduce in molti investitori ma qualitativamente peggiori. Ci sono due scuole di pensiero opposte su questa tematica, alcuni sostengono che sia meglio frazionare il valore in poche azioni con un prezzo elevato attirando in tal modo solo investitori esperti con capitali importanti, altri invece sostengono che sia meglio attirare più investitori possibili con prezzi azionari ridotti per garantire una maggiore flessibilità e una crescita più rapida. In questa situazione la scelta attuata da Facebook sembra la più sensata.

Entrare in borsa è sempre un rischio, soprattutto per le compagnie di Internet che spesso hanno un mercato difficile da quantificare e monetizzare, ma penso che Facebook abbia saputo pazientare ed aspettare il momento giusto, ora che la compagnia è stabile e la quota di mercato è salda ci sono tutti i presupposti per far migliorare la compagnia e magari fare arricchire qualche risparmiatore.

 

 

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